giovedì 19 aprile 2018


Confesso un certo imbarazzo nel ricomincare a sproloquiare di cellule, mi sa che mi sono arrugginito e mi sento come se non fossi più capace di raccontare niente; ma come disse il papa, “se sbaglierò mi corigerete!!”

Caso 1: cane, razza Rottweiler, M, 4 anni; linfoadenomegalia del linfonodo retromandibolare. FNCS del linfonodo.
Il campione è veramente ricco di cellule intatte e distribuite in monostrato; dominano elementi di piccole dimensioni, a scarsa rima di citoplasma basofilo, talora contenente un alone chiaro, occasionalmente con protrusione caudata; il nucleo è piccolino, rotondo od indentato, la cromatina è compatta o granulare e non si vedono nucleoli, mentre non sono infrequenti le mitosi.


 Ecco un caso che esce dal seminato della frequenza citologica e che secondo me rappresenta un tipo di linfoma particolare: sulla base della dimensione ridotta delle cellule, dell’assenza di nucleoli e della protrusione caudata, detta uropodio, si potrebbe vaneggiare di un linfoma a piccole cellule del tipo mirror-hand, a sua volta corrispondente al linfoma denominato TZL (T Zone Lymphoma); questo linfoma è il più frequente (credo almeno…) tipo di linfoma indolente, ossia a basso grado di atipia, lento all’ira, lento alla progressione e lento alla diffusione, nonché lento ad accoppare il cane. Ma qui casca l’asino: secondo me l’aspetto delle cellule è ingannevole e il nucleo indentato, la cromatina granulare e la presenza di alcune mitosi fanno attribuire questo linfoma ad altri tipi di neoplasia: esistono infatti linfomi a piccole cellule che sono in ogni caso costituiti dalla proliferazione di cellule immature e non da cellule in arresto maturativo molto avanzato come il TZL; tra questi potrei ipotizzare il linfoma linfoblastico, raro tipo di linfoma originante dai linfoblasti linfonodali, che hanno esattamente questo aspetto; in ogni caso non escluderei altri tipi di linfoma con caratteri cellulari riferibili a cellule piccole, che a dispetto della loro dimensione e presentazione, sono costituiti da cellule immature; immunofenotipo e istologia sarebbero necessari per una diagnosi certa; sbizzarritevi pure sulle ipotesi, chi mi conosce sa che detesto i linfomi e conseguentemente mi sottometto volentieri al giudizio di chi ne sa di più di me; io spero nel frattempo di ottenere una diagnosi definitiva.



Caso 2: cane, razza Pastore tedesco, sesso FS, 6 anni; neoformazione mammaria; eseguita FNCS.
Caso facile e difficile nello stesso tempo: esfoliano, su fondo lievemente ematico, elementi che di epiteliale non hanno niente, come invece ci si potrebbe aspettare da un tumore mammario; infatti si tratta di cellule a citoplasma ovoide, caudato, fusato o stellato, debolmente basofilo, contenente talora microglobuli eosinofili e recanti nucleo ovoide dismetrico, a cromatina grossolana nucleolato. la loro caratteristica è di organizzarsi in gruppi discoesi tridimensionali e di immergersi frequentemente in quantitativo abbondante di stroma denso eosinofilo, nel cui spessore si includono singolarmente o si fanno avvolgere; ed ecco disegnati i caratteri morfologici tipici del condrosarcoma.



 La parte facile del caso è la diagnosi morfologica, la parte difficile è l’interpretazione, solo se non si sa che nella mammella il mioepitelio può frequentemente andare incontro a metaplasia condroide e talora a trasformazione condrosarcomatosa, come probabilmente in questo bel caso.
 

 

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