venerdì 4 giugno 2021

Casi citologici giorno martedi 25 maggio 2021

Mi scuso con tutti per la latitanza, colpa mia, ignavia, pigrizia e lassismo alla base del mancato aggiornamento del blog; cerco di rimediare parzialmente con la pubblicazione degli ultimi casi di discussione.

Caso 1: cane, Carlino, 10 anni, M; neoformazione mascellare e linfonodo regionale.

Dalla lesione primaria esfoliano elementi di grandi dimensioni. a citoplasma indistinto, rotondeggiante o poligonale, debolmente basofilo, contenente microglobuli acromatici, dotati di nucleo dismetrico, talora abnorme, a profile rotondo, ovoide o irregolarmente ondulato, a cromatina grossolana, centrato da macronucleolo sporadico; solo occasionalmente si rilevano alcuni elementi a citoplasma ingombrato da quantitativo minimo di pigmento melanico; nel linfonodo, immerse tra numerosi elementi linfoidi polimorfi, si rilevano cellule in aggregato irregolare, discoeso a citoplasma indistinto, più frequentemente fusato, debolmente basofilo, occupato da materiale granulare melanico e con caratteri nucleari analoghi a quanto osservato in sede primaria; la diagnosi è di melanoma a pattern epiteliode scarsamente pigmentato e di metastasi linfonodale della neoplasia, dove le cellule si presentano con caratteri molto diversi dalla lesione primaria.




Caso 2: cane, Boxer, 3 anni, M; neoformazione sottocutanea in regione dello sterno.

Su fondo ematico, praticamente privo di materiale lipidico, esfoliano numerosi elementi rotondi a citoplasma occupato da microglobuli acromatici e nucleo rotondo od ovoide a cromatina granulare, frequentemente eccentrico, doppio, triplo, talora multiplo; si disperdono singolarmente o si raggruppano in addensamenti discoesi, talora associati a minima componente infiammatoria di tipo linfocitario; questi sono i caratteri morfologici dello xantogranuloma, condizione patologica dove elementi istiocitari si accumulano in lesioni nodulari e dove si reputa che si rendano responsabili di fagocitosi di lipidi, come presumibile conseguenza di disprotidemie o dislipidemie, sempre difficili da dimostrare; la chiave diagnostica differenziale che lo distingue da una pannicolite è l’assenza pressochè completa di materiale lipidico sul fondo e l’accumulo di microglobuli dentro il citoplasma di elementi istiocitari mono-multinucleati.


Caso 3: cane, Beagle, 12 anni, FS; campionamento di linfonodo lombo-aortico, rimozione precedente di adenocarcinoma surrenalico.

Dal campionamento del presunto linfonodo lombo-aortico esfoliano elementi a citoplasma rotondeggiante o poligonale, contenente microglobuli acromatici e nucleo rotondo occasionalmente dismetrico, a cromatina grossolana, frequentemente nucleolato; gli elementi descritti si organizzano frequentemente in disposizioni perivascolari attorno ad assi capillari lineari o ramificati e dalla cui periferia si distaccano sotto forma di lembi disperse, cellule singole e talora nuclei nudi. Il quadro è indicativo di una neoplasia epiteliale a sviluppo perivascolare, indicative di carcinoma surrenalico di derivazione corticale, ma non vedo neanche un linfocita che mi permetta di confermare la provenienza linfonodale; l’interpretazione che attribuisco a casi come questi è che si tratti di una recidiva locoregionale del carcinoma descritto in anamnesi, che sarebbe possibile qualora fosse rimasto tessuto neoplastico residuo dall’esportazione precedente, oppure di una sostituzione completa del parenchima linfonodale, condizione che ritengo meno probabile; la chiave diagnostica è basata sulle architetture perivascolari e sulle dismetrie nucleari occasionali, che nelle proliferazioni surrenaliche assumono valore di atypia. E comunque…. Se fosse stato un maschio avrei giurato su un tumore a cellule di Leydig in un testicolo ritenuto… forza diagnostica dell’anamnesi e della clinica!!




martedì 23 marzo 2021

Casi citologici giorno martedi 16 marzo 2021

Caso 1: gatto, razza DSH, M, età 15 anni; anemia non rigenerativa; ingrandimento con aumento dell’ecogenicità splenica. Esfoliano elementi rotondocellulari di grandi dimensioni, a citoplasma variabilmente espanso, contenenti nucleo rotondeggiante, indentato, convolute od a profilo ondulato, a cromatina grossolana, talora nucleolato; come caratteristica peculiare di questa linea cellulare si riscontra l’attività di eritrofagocitosi, che depone per una derivazione istiocitaria e per una diagnosi definitive di sarcoma istiocitario emofagocitico; la lesione è descritta anche nella specie felina, per quanto inusuale e rara e, come nel cane, è determinata dalla proliferazione neoplastica di istiociti della linea macrofagica, il cui comportamento fagico è testimoniato dall’attività di eritrofagocitosi; il processo neoplastico osservato a sede splenica è verosimilmente la causa dell’anemia non rigenerativa, benchè sarebbero necessaria una stadiazione clinica per perfezionare il quadro patologico.




Caso 2: cane, razza Maltese, 4 anni, F; ingrandimento del linfonodo retromandibolare. Caso facilissimo, dall’analisi del quale si rileva la dispersione, nel contesto di linfociti polimorfi, associati a granulociti eosinofili, di numerosi elementi rotondocellulari a citoplasma occupato da granuli dispersi o addensati, contenenti nucleo rotondo a cromatina grossolana, riconoscibili come mastociti, la cui morfologia depone per una differenziazione scarsa; qualora non fossero documentate lesioni primarie a carico dei segmenti anatomici drenati dal linfonodo ingrandito, potrebbe avere un senso ipotizzare l’esistenza di una forma di mastocitosi sistemica, ma come sempre la differenza la farebbe il confronto con il quadro clinico e anamnestico.




lunedì 15 marzo 2021

Casi citologici giorno martedi 2 marzo 2021

Caso 1; cane, massa toracica; sono stati effettuati dei campioni citologici, su cui si rileva l’esfoliazione, su fondo ematico, di elementi a citoplasma prevalentemente rotondeggiante, talora caudato, contenenti nucleo rotondo dismetrico, a cromatina grossolana, talora nucleolato; la loro caratteristica è quella di includersi dentro nicchie a profilo netto nello spessore di materiale denso eosinofilo; l’aspetto citologico è quello di un condrosarcoma, che non sarebbe niente di speciale se la massa fosse insorta a sede parietale toracica, magari dalla base osteocartilaginea costale; invece la massa, in sede autoptica, è stata identificata come lesione primaria di origine polmonare, per la quale l’esame istologico ha confermato un condrosarcoma presumibilmente primario a carico del parenchima, in quanto non sono state documentate lesioni primarie a carico di altri siti anatomici.






Caso 2; cane, Bovaro del Bernese, massa polmonare; esfoliano, su fondo ematico, numerosi elementi a profilo rotondeggiante, di grandi dimensioni, che si caratterizzano per l’accumulo di materiale microglobulare citoplasmatico, talora  per la formazione di alone polare acromatico e per nucleo dismetrico, rotondeggiante, clivato o lobulato, singolo o multiplo, costantemente eccentrico; malgrado la razza in questione induca facili pruriti diagnostici relativi ad una neoplasia istiocitaria maligna, che comunque considererei tra le principali diagnosi differenziali, l’aspetto delle cellule mi rende incline a considerare soprattutto una neoplasia plasmacellulare maligna, ovviamente da sottoporre a verifica diagnostica con approfondimenti di tipo immunoistochimico.




venerdì 26 febbraio 2021

Casi citologici martedi 16 febbraio 2021

 Caso 1; gatto, razza DSH, 8 anni, MC; neoformazione sottocutanea in regione mandibolare.

Esfoliano elementi a citoplasma indistinto, di cui si apprezza talvolta profilo colonnare, eosinofilo, occupato da globuli acromatici voluminosi, che suggeriscono un comportamento secretorio; la natura secretoria è suggerita anche dalla disposizione in microacini e in brevi palizzate; il nucleo è dismetrico, a cromatina grossolana o compatta; convivono, nella presentazione morfologica delle cellule, una disposizione in lembi prevalentemente regolari, con aspetto honeycomb e disposizioni adiacenti disordinate e disconnesse; queste caratteristiche individuano una diagnosi citologica di carcinoma con aspetti di derivazione ghiandolare e un sospetto che prevale su tutti di carcinoma delle ghiandole ceruminose, supportato anche dalla localizzazione anatomica; questo tipo di carcinoma tende infatti spesso a invadere la base anatomica del canale auricolare e a infiltrare nei tessuti circostanti, talora con masse voluminose.





Caso 2; cane, dati segnaletici non indicati, precedente diagnosi di carcinoma salivare; massa mediastinica, individuata con esame tomografico, sospetta metastasi.

L’esfoliazione è abbondante e rappresentata da cellule che esibiscono scarsissimi aspetti secretori, per non dire che non ne esibiscono nessuno; al contrario, l’aspetto morfologico di queste cellule è relativo ad un profilo citoplasmatico indistinto, talora irregolarmente colonnare, con un nucleo dismetrico a cromatina grossolana o compatta; le disposizioni sono rappresentate da brevi filiere a palizzata e in pseudopapille, identifcate da aggregati tridimensionali, il cui bordo è delineato dalle superfici citoplasmatiche; non c’è niente che mi convinca di una metastasi di un carcinoma salivare, dal quale mi aspetterei sinceri aspetti secretori, quali materiale citoplasmatico, dilatazione, globuli o materiale extracellulare; mi sentirei invece abbastanza sicuro nel dire che questa è una lesione primaria, che col mediastino non c’entra niente e che è targata in tutto e per tutto come neoplasia polmonare primaria, quasi sicuramente un carcinoma bronchiale e per il quale suggerirei un bella revisione e un confronto con i dati tomografici.





 

martedì 2 febbraio 2021

Casi citologici martedi 2 febbraio 2021

Caso 1: Cane, meticcio, F, 10 aa, espansione del parenchima splenico con ipergammaglobulinemia; Cane, nodulo interdigitale.

Due casi morfologicamente facili che offrono lo spunto per discutere brevemente la classificazione delle neoplasie plasmacellulari. Come si può notare, i due campioni sono praticamente sovrapponibili dal punto di vista morfologico, ossia sono rappresentati dalla presenza di elementi rotondocellulari dispersi singolarmente a citoplasma occupato da arcoplasma o da zolle di materiale eosinofilo che si addensano a sede submembranaria (quel carattere morfologico sulla cui base qualche barbaro si sente in diritto di utilizzare il termine descrittivo di “cellula a fiamma”); il nucleo è talora doppio o triplo e costantemente paracentrale od eccentrico. 


Alla faccia della presentazione citologica analoga, stiamo guardando due popolazioni cellulari provenienti da una milza ingrandita in un cane con ipergammaglobulinemia e da un nodulo cutaneo interdigitale in un cane asintomatico. Come può quindi l’aspetto morfologico delle plasmacellule neoplastiche essere indicativo di un processo patologico preciso? E’sufficiente la valutazione dell’aspetto morfologico delle plasmacellule neoplastiche a prevedere il comportamento biologico della malattia? E’possibile, su base morfologica, associare i caratteri morfologici di una proliferazione plasmacellulare a una diagnosi clinica definita? La mia opinione personale è: no, non è possibile. In bibliografia sono descritte proliferazioni plasmacellulari a sede splancnica che non hanno alcun esito nefasto per il paziente e lesioni definite come plasmocitomi extramedullari solitari a sede cutanea, generalmente considerati benignissimi, che a distanza di tempo hanno avuto un’evoluzione leucemica. Per cui la mia opinione è che sia bene astenersi da una diagnosi basata sulle morfologie che abbia implicazioni cliniche, limitarsi a definire la “proliferazione plasmacellulare” e lasciare che sia la stadiazione clinica, gli approfondimenti di laboratorio, come l’elettroforesi o l’esame delle urine e l’evidenza della progressione patologica a definire un verdetto di benignità o malignità.


Caso 2: cane, Pastore tedesco, M, 6 aa. neoformazione perianale.

Caso facile, cionondimeno interessante per alcuni aspetti morfologici: è un carcinoma dei sacchi anali, per il quale l’aspetto saliente non è rappresentato dai classici aggregati discoesi di elementi a citoplasma indistinto, in distribuzione frequentemente microacinare, bensì dall’esfoliazione di elementi a citoplasma indistinto, frequentemente occupato da microglobuli acromatici ed organizzati in filiere o palizzate; questa popolazione cellulare potrebbe essere rappresentativa di una variante tubulare o a cellule chiare della neoplasia, senza tuttavia che i rilievi incidano sulle previsioni relative al comportamento altamente aggressivo della neoplasia. In diagnosi differenziale si potrebbe considerare una forma scarsamente differenziata di carcinoma epatoide, che esibisce fenomeni di de-differenziazione di aspetto sebaceo, ma ritengo altamente improbabile che un carcinoma epatoide non esibisca almeno qualche cellula di chiara derivazione epatoide.




lunedì 7 dicembre 2020

Casi citologici giorno martedi 1 dicembre 2020

Caso 1; coniglio nano, 4aa, M; massa mediastinica, eseguita agoaspirazione ecoguidata.

Classico caso di timoma del coniglio; con il linfoma timico e gli ascessi mediastinici, sembrerebbe essere la lesione regionale più frequente; manifesta generalmente comportamento benigno, che può essere gestito con terapia radiante o chirurgica. La diagnosi si basa sulla presenza di una popolazione predominante di linfociti maturi o in maturazione, che si associano a una componente epiteliale, rappresentata da cellule che costituiscono i corpuscoli di Hassal; in effetti il timoma è a tutti gli effetti una neoplasia dell’epitelio timico, cui si associa una componente talora predominante di elementi linfoidi polimorfi; la componente epiteliale è riconoscibile per la presenza di elementi a citoplasma rotondeggiante, o indistinto, debolmente basofilo, contenente materiale globulare acromatico, recanti nucleo rotondo od ovoide a cromatina granulare, in aggregati più o meno coesi, di dimensioni variabili; sulla base dei caratteri morfologici relativi a criteri di malignità esibiti dalla componente epiteliale, si stabilisce la diagnosi tra timoma e carcinoma timico; sulla base della presenza di elementi linfoidi polimorfi si stabilisce invece la differenza tra un timoma e un linfoma timico; nel caso in questione non si rilevano aspetti di atipia e concluderei pertanto con una diagnosi di timoma.





Caso 2: cane, dati segnaletici e clinici non indicati; descritto prelievo di liquido scrotale, non meglio identificato.

Esfoliano numerosissimi spermatozoi diafani, pallidi, di cui si riconosce la testa ovale e la coda, lineare, talora convoluta o attorcigliata; le cellule descritte si addensano in gruppi voluminosi, dalla cui periferia si disperdono singolarmente. Malgrado il reperto necessiti di una descrizione clinica relativa alla lesione primaria, mi viene da pensare che sia stata prelevata un’area che potrebbe corrispondere ad una dilatazione dell’epididimo, corrispondente a una forma di spermatocele; questa lesione è generalmente indotta da ostruzioni su base infiammatoria cronica e dilatazione ectasica o cistica del lume con accumulo di spermatozoi.



Caso 3: cane, meticcio, 8aa, MC; versamento pleurico, TP 2 g/dl, PS 1010.

Il campione ottenuto per striscio diretto è popolato, su fondo minimamente ematico e detritico, da sporadici elementi linfoidi di medie-grandi dimensioni, a citoplasma basofilo e nucleo a cromatina zollata, talora nucleolato e da macrofagi a citoplasma variabilmente dilatato da globuli acromatici, talora in attività di eritrofagocitosi; nel campione ottenuto per sedimentazione si percepisce meglio il carattere atipico degli elementi linfoidi, il cui aspetto suggerisce la localizzazione pleurica di un linfoma a grandi cellule; un po' discrepante la diagnosi con i caratteri da trasudato a bassa concentrazione proteica del liquido di versamento, ma si dovrebbe immaginare che la componente linfoide neoplastica potrebbe essere in una fase iniziale di invasione della pleura, durante la quale le cellule ostruiscono solo i vasi linfatici, alterando le capacità di deflusso del liquido celomatico, normalmente prodotto dalla filtrazione vascolare, ma non hanno ancora determinato l’invasione e l’accumulo, cui farebbero riscontro conseguenze di danno vascolare e tissutale e caratteri probabilmente da essudato.




 

martedì 3 novembre 2020

Casi citologici giorno martedi 3 novembre 2020

 Caso 1: cane, incrocio, F, 13 anni; campionamento del fegato; dati clinici e anamnestici non segnalati.

Generalmente mi rifiuto di emettere diagnosi nette quando esamino campioni di fegato in assenza di indicazioni cliniche, anamnestiche, dei dati di laboratorio o della descrizione dell’aspetto ecografico del fegato, in quanto la citologia epatica è torbida e la collocazione dei rilievi citologici in un contesto preciso è indispensabile; i campioni di questo caso si caratterizzano per la presenza di epatociti a citoplasma indistinto, vagamente dilatato, talora contenente materiale pigmentario di aspetto lipofuscinico; tra gli epatociti si rilevano stampi frequentissimi di materiale biliare, indicativo di una condizione ostruttiva a carico del deflusso biliare; inoltre si rilevano cellule che spiccano per differenza morfologica, quasi certamente di derivazione non epatocitaria, di grandi dimensioni, a citoplasma rotondeggiante, debolmente basofilo, contenenti nucleo irregolarmente rotondo. dismetrico, a cromatina grossolana, talora nucleolato, per giunta in attività mitotica con aspetto atipico (ma delle mitosi chissene…); questi elementi si dispongono in aggregati bidimensionali discoesi, occasionalmente sotto forma di brevi filiere. Vale il principio di partenza, cioè astenersi da diagnosi squadrate, ma qui chiederei un bel confronto con i dati ecografici, in quanto queste cellule hanno il potere di evocare con forza la possibilità di una neoplasia epiteliale maligna, quasi sicuramente un colangiocarcinoma, possibile responsabile peraltro della colestasi.



Caso 2: cane, Labrador, MC, 12 anni; campionamento per apposizione di croste e scaglie generalizzate.

Sono tendenzialmente contrario al campionamento per apposizione, in quanto utile quasi solo per valutare flogosi di superficie e poco altro, ma in questo caso devo ricredermi; qui infatti, in mezzo a cellule cheratinizzate anucleate, si osservano numerosissimi elementi rotondocellulari di aspetto linfoide, dimensioni medie-grandi, scarso citoplasma debolmente basofilo e nucleo irregolarmente rotondeggiante, quasi mai nucleolato. La mia diagnosi è di linfoma cutaneo, probabilmente epiteliotropo, la cui componente cellulare ha probabilmente trasmigrato fino agli strati epidermici di superficie, diventando campionabile con una banale apposizione. In alternativa, può darsi che siano state asportate le scaglie o le croste e che, asportando magari l’epidermide, siano diventati campionabili gli strati dermici superficiali.